ll National Institute of Health and Care Excellence (NICE) britannico stima che ogni anno in Inghilterra vada perso, a causa dello stress, l’equivalente di 13 milioni di giorni lavorativi. Circa la metà dei lavoratori europei considera lo stress un fattore comune sul luogo di lavoro e la principale causa della perdita di produttività. Carichi di lavoro eccessivi, scarso coinvolgimento dei dipendenti nei processi decisionali, precarietà del lavoro, comunicazione interna inefficace, richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sui ruoli sono tra le cause più comuni dello stress lavoro-correlato.

Adottando il giusto approccio, tuttavia, è possibile prevenirlo e gestirlo con efficacia. L’esempio arriva dalla Silicon Valley, dove aziende come Google, Apple e LinkedIn, solo per citarne alcune, già da tempo hanno introdotto nella propria cultura aziendale la pratica della Mindfulness.

Dal punto di vista etimologico, il termine Mindfulness è la traduzione inglese della parola “sati” che nella lingua pali, quella utilizzata da Buddha nei suoi insegnamenti, significa consapevolezza, attenzione.  La Mindfulness è, infatti, una pratica meditativa derivata dall’antica psicologia buddista che, a partire dagli anni ‘70, è stata assimilata ad alcune discipline mediche e psicoterapeutiche occidentali.

Il pioniere dell’applicazione terapeutica della Mindfulness è il medico della University of Massachusetts Medical School Jon Kabat-Zinn, che l’ha definita come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante”. La Mindfulness, dunque, non è una semplice tecnica di rilassamento, né una pratica meditativa classica, ma una sequenza di tecniche che permettono di sviluppare e allenare la propria capacità di attenzione consapevole nella vita quotidiana.